Chi sono

La mia storia con l’Est è iniziata molto prima di cominciare a viaggiare. È iniziata con i libri — con la letteratura russa, che mi ha portato a studiare Lingua e Letteratura Russa e, nel 2000, a fare il mio primo viaggio in Russia.
Da allora sono tornata più volte, fino a vivere per circa cinque anni tra Mosca e San Pietroburgo. Ho lavorato anche per un periodo come assistente turistica a Mosca: un’esperienza che mi ha permesso di conoscere il Paese non solo da viaggiatrice, ma anche attraverso la vita quotidiana.
Negli anni il mio interesse si è allargato a tutto ciò che sta più a Est: Europa orientale, Balcani e Caucaso. Recentemente sono tornata nel Caucaso, viaggiando tra Georgia e Ossezia del Nord, e ho ritrovato la stessa curiosità che mi accompagna da sempre — quella per un mondo che conosciamo ancora troppo poco.
Perché Atlante Aperto
Ho scelto questo nome perché volevo un progetto senza confini troppo rigidi.
Un atlante ci aiuta a orientarci nel mondo, ma il mondo reale è fatto di territori, persone, storie e culture che non sempre entrano facilmente dentro una mappa.
Atlante Aperto nasce dalla voglia di guardare oltre le destinazioni più conosciute e di raccontare luoghi che spesso vengono considerati soltanto di passaggio, quando invece hanno moltissimo da offrire.
Vorrei contribuire a cambiare un po’ quella percezione secondo cui nei Paesi dell’Est non ci sia molto da vedere o da scoprire. Perché spesso basta andare un po’ più a fondo per accorgersi di quante cose ci siano da raccontare.
Il mio modo di viaggiare
Non sono una viaggiatrice da lista di cose da vedere.
Quando arrivo in un posto, mi interessa soprattutto capire come si vive davvero. Mi piacciono i mercati, i piccoli negozi, i mezzi pubblici, i quartieri fuori dal centro, le strade dove non c’è niente di particolarmente famoso. Mi piace prendere un autobus o un tram, osservare le persone nella loro quotidianità e, qualche volta, anche vagare senza una meta precisa.
Mi incuriosiscono le storie di chi incontro, il modo in cui vive, le sue abitudini, le piccole cose che raccontano più di qualsiasi attrazione turistica.
Non sono sempre la persona più espansiva del mondo — forse è proprio per questo che viaggio molto attraverso lo sguardo: osservo, ascolto e cerco di capire prima ancora di parlare.

Fotografia e parole
Su questo sito le immagini e i testi nascono spesso a quattro mani. Le fotografie sono per lo più del mio compagno, che della fotografia ha fatto una vera competenza, mentre io mi occupo di raccontare quello che vediamo con le parole.
Sono due sguardi diversi sullo stesso luogo, che provano a completarsi a vicenda.
Quello che vorrei, guardando una fotografia o leggendo un racconto, è far nascere curiosità: non la voglia di spuntare una casella, ma quella di scoprire davvero.
Cosa troverai qui
Su Atlante Aperto voglio parlare di destinazioni, esperienze e viaggi, ma soprattutto del modo in cui questi luoghi riescono a lasciare qualcosa.
Troverai guide pratiche e itinerari, ma anche racconti, fotografie e spunti per conoscere destinazioni meno scontate.
Parleremo soprattutto di Europa orientale, Balcani e Caucaso, con uno sguardo curioso anche verso altri luoghi che, per una ragione o per l’altra, incrociano questo percorso.
Non troverai soltanto le cose da vedere assolutamente. Troverai anche quelle che vale la pena guardare con un po’ più di attenzione.
Oltre le rotte più conosciute
Vorrei che, leggendo Atlante Aperto, ti venisse voglia di cercare una destinazione sulla mappa, aprire un libro, prendere un treno o un autobus e partire.
Vorrei soprattutto che, alla fine di un articolo, pensassi:
“Non ci avevo mai pensato. Forse vale davvero la pena andarci.”
Perché ci sono luoghi che diventano interessanti proprio quando smettiamo di guardarli attraverso gli stereotipi e iniziamo a scoprirli davvero.
Benvenuta/o in Atlante Aperto.
